Nacque a San Pietro a Castello di Arzignano (Vicenza) il 12 febbraio 1912. Figlio di Pietro, avvocato socialista, e di Marina Arreghini, dopo due anni di scuola elementare nel paese natale proseguì gli studi a Bologna. Nel 1924 la famiglia si trasferì a Vicenza, dove frequentò il Liceo Pigafetta. Nel 1930 si iscrisse all’Università di Padova, laureandosi in legge nel 1933 e in lettere nel 1935. Frequentò Aldo Capitini e Norberto Bobbio, distinguendosi come traduttore e critico letterario. Rifiutò la tessera del Partito Nazionale Fascista e visse di insegnamento precario.
Durante la leva frequentò il corso ufficiali di fanteria a Salerno, congedandosi tenente nel 1934; fu poi richiamato fino al 1936. Richiamato ancora nel 1939, fu trasferito al 3º Reggimento Alpini e congedato nel 1940. Tra il 1941 e il 1942 organizzò a Vicenza gruppi di studenti avviandoli all’antifascismo e al libero confronto. Il 1º gennaio 1943 fu richiamato come capitano nel 7º Reggimento Alpini di Belluno. Nello stesso periodo contribuì al programma del Partito d’Azione e partecipò al congresso costitutivo veneto.
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 aderì alla Resistenza con le Brigate Giustizia e Libertà, operando prima in Friuli e poi nel Bellunese. Nel maggio 1944 si spostò sull’Altopiano dei Sette Comuni, dove organizzò una formazione di studenti, i “piccoli maestri”, ricordati da Luigi Meneghello. Il suo nome di battaglia era “Capitano Toni”.
Ferito a una mano durante un rastrellamento, si curò a Bologna; quindi accettò la proposta di Gianguido Borghese di riorganizzare la Brigata Matteotti “Montagna” nell’alta valle del Reno. Sotto il suo comando la formazione operò tra Bologna, Modena e Pistoia, contribuendo alla liberazione di vari centri, tra cui Porretta Terme, consegnata agli americani della 5ª Armata. La brigata, riarmata, passò alla guerra di posizione, sostenendo duri combattimenti.
Il 12 dicembre 1944, a Corona di Lizzano in Belvedere, durante uno scontro tentò di recuperare i corpi di alcuni compagni e fu ucciso da una raffica insieme a Pietro Galiani e Nino Venturi. I corpi furono ritrovati nel marzo 1945. Fu insignito della Medaglia d’oro al valor militare alla memoria.