#Monumento

Oratorio di San Vincenzo

L’oratorio di San Vincenzo a Pian di Setta, dopo i restauri del 1984, è stato dedicato alle vittime della strage compiuta dai tedeschi nel territorio circostante tra il 20 e il 23 luglio 1944.

Nella notte tra il 19 e il 20 luglio 1944, i partigiani della brigata “Stella Rossa” si recarono al mulino di Ponte Locatello, in località Pian di Setta, per prelevare denaro dall’amministratore Anacleto Monti, noto fascista. Al rifiuto di quest’ultimo e al tentativo dei partigiani di forzare la porta, Monti reagì sparando. I partigiani furono così costretti alla fuga, ma proprio in quel momento sopraggiunse sulla strada una colonna di militari tedeschi che, credendo di essere sotto attacco, aprì il fuoco contro la casa.

Lo scontro durò quasi tutta la notte: tre soldati tedeschi rimasero uccisi, mentre Monti e la moglie furono gravemente feriti. Nelle vicinanze, i coniugi Piacenti, rifugiatisi nella loro abitazione adiacente, tentarono la fuga ritenendo il luogo non più sicuro: la donna fu catturata e condotta in carcere a Bologna, mentre il marito venne raggiunto e ucciso sul posto. Il mattino seguente i militari tedeschi incendiarono la casa dei Monti, con i loro corpi all’interno.

Il 21 luglio i partigiani colpirono nuovamente in località Mulinelli, tendendo un agguato a un’automobile che credevano appartenere a un medico fascista; nell’azione fu invece ucciso un maresciallo tedesco. Questo episodio provocò l’immediata reazione delle autorità militari: il 22 luglio ebbe inizio un vasto rastrellamento condotto dall’Armeeoberkommando 14, che interessò l’area di Pian di Setta, Bozzo, Monte Salvaro, Veggio, Ripoli e parte di Montorio.

Due colonne tedesche partirono da Pian di Setta, una lungo il fondovalle del Setta e l’altra sul crinale fino a Tavernola. Numerosi civili furono fermati: alcuni vennero fucilati sul posto, altri condotti a Ponte Locatello. I cadaveri furono lasciati insepolti per giorni come monito alla popolazione. Il parroco don Libero Nanni riuscì a ottenere la liberazione di alcuni ostaggi, mentre circa settanta prigionieri furono deportati a Bologna, tra le Caserme Rosse e il carcere di San Giovanni in Monte.

Il rastrellamento si concluse con saccheggi e razzie di bestiame. In quattro giorni furono uccisi complessivamente 24 civili e 4 partigiani, tra cui Carlo Rondelli della “Stella Rossa”.

L’oratorio di San Vincenzo Ferrer, edificio di origine seicentesca più volte rimaneggiato, fu trasformato nel 1984 in sacrario delle vittime: sulla facciata è posta una lapide con i nomi dei caduti, mentre a Pian di Setta e Bozzo altri segni ricordano la strage.

Strada provinciale 73, 00154 Località Marzolaro

Photos