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Il massacro di Suviana

Nel settembre 1944, le forze tedesche in ritirata fecero saltare in aria centrali elettriche, dighe e ponti. Nel corso di una di queste operazioni nella zona di Suviana, radunarono quattro persone e le uccisero nei pressi della diga.

La mattina del 26 settembre 1944, le truppe tedesche del 16° Battaglione Genio delle SS e del 105° Reggimento Granatieri, guidate da soldati della Guardia Nazionale Repubblicana (GNR) italiana, effettuarono una vasta retata nella zona di Suviana.

L’operazione partì da Poggio Barone e raggiunse dapprima il paese di Cisola, dove i soldati fecero irruzione nell’abitazione di Cirillo Masotti, partigiano della Brigata Montagna “Toni Matteotti”, catturandolo. La colonna raggiunse poi la Capanna dei Moratti, dove si divise: un gruppo rimase lì, mentre il resto, con il prigioniero, proseguì verso Ca’ Gardini.

I soldati che si erano fermati alla Capanna dei Moratti lanciarono una granata a mano nella casa colonica dei Tanarin, che prese fuoco. Due uomini delle SS e un soldato della GNR sfondarono quindi la porta della casa della famiglia Guidotti, ma trovarono solo Marchione Guidotti, la moglie, con il figlio malato, Giuliano. Dopo aver perquisito l’edificio, se ne andarono. Nel frattempo il marito, Giovanni Battista Guidotti, stava lavorando nei campi con i figli Gino e Silvio e altri contadini del posto. All’arrivo dei soldati tedeschi, tutti fuggirono in cerca di riparo. Giovanni Battista riuscì a scappare, ma i figli furono catturati.

I due gruppi di soldati tedeschi si riunirono e i tre prigionieri furono condotti al paese di Molinello, poi nella zona vicino alla diga del bacino di Suviana, dietro l’attuale muro del campo da calcio, dove furono fucilati.

Quella stessa mattina, tra le 11:00 e le 11:30 circa, la diga del bacino idrico di Suviana (che era stata minata pochi giorni prima) fu fatta saltare in aria dai genieri delle SS, che avevano fatto lo stesso con la diga di Pavana tre giorni prima. Lo stesso giorno fu fatto saltare in aria anche il ponte sul fiume Reno a Ponte della Venturina; era già stato bombardato dagli Alleati il 18 aprile 1944 e all’epoca era stato immediatamente riparato. Il contadino Luigi Arienti, che si era rifugiato nei boschi vicino a Poggi, incuriosito dall’esplosione, uscì per vedere cosa stesse succedendo. Si imbatté in una pattuglia delle SS, che lo uccise sul posto.

A Suviana, una targa commemorativa ricorda i tre partigiani caduti.

42030 Suviana di Castel Di Casio

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