#Storia

Il massacro di Savignano

Il 30 settembre 1944, nel quartiere Famaticcia di Savignano, nei pressi della linea ferroviaria tra Bologna e Porretta Terme, le SS tedesche fucilarono otto operai.

Allafine di settembre del 1944, i soldati tedeschi di stanza a Savignano se ne andarono e furono sostituiti da unità del 2° Battaglione del 36° Reggimento Panzergrenadier delle SS, facente parte della 16ª Divisione«Reichsführer-SS».

Nella zona si trovavano nove operai italiani dell’Organizzazione Todt (OT), che erano stati precedentemente radunati tra Grizzana e Vergato. Stavano lavorando alla costruzione di fortificazioni militari verso Pian di Casale per conto dell’OT, l’organizzazione di ingegneria civile e militare della Germania nazista. Ignari del cambio di comando, il 30 settembre gli operai si misero in marcia per raggiungere il quartier generale tedesco e ricevere la paga. Tuttavia, una volta giunti a Palazzina, furono fermati, interrogati e scortati al quartier generale militare di Rocchetta Mattei. Qui, dopo ulteriori interrogatori, ricevettero un salvacondotto e furono poi scortati verso Savignano.

Tuttavia, quando raggiunsero le vicinanze di Ca’ Boschetti, furono fermati e costretti a scavarsi le proprie tombe. Edoardo Nanni tentò di fuggire ma fu ricatturato e picchiato. Nel tardo pomeriggio, dopo essere stati costretti a consegnare i propri effetti personali, i prigionieri furono fucilati e sepolti in fretta in una zona di boscaglia vicino alla linea ferroviaria Bologna-Porretta. Uno dei nove, Alfonso Bruni, era in realtà solo ferito ed era svenuto. Sopravvisse e, una volta ripreso conoscenza, si rifugiò in una cascina nelle vicinanze.

Il giorno seguente, nella stessa zona, fu ucciso anche il dottor Enea Macentelli, partigiano della 63ª Brigata Bolero e medico locale di Grizzana, per non aver ottemperato all’ordine tedesco di togliersi di mezzo.

Le vittime sono commemorate da una targa commemorativa a Savignano e da un monumento a Riola.

Famaticcia district, 40030

Photos